lunedì 18 dicembre 2017

Biotestamento: Avvenire contro papa Francesco

La linea di "Avvenire" sul testamento biologico è in contraddizione con gli inviti di papa Francesco a un esplicito dialogo positivo con le "diverse visioni del mondo, le diverse convinzioni etiche e le diverse appartenze religiose".

L'Avvenire di martedì e di mercoledì, come ancora nel recente passato, reca in apertura di prima pagina la questione della legge sul fine vita. Da tempo editoriali e continui interventi contrastano in modo enfatico il progetto di legge in discussione con argomentazioni ripetitive che cercano di dare autorità soprattutto alle posizioni barricadiere di un piccolo gruppo di parlamentari di destra e di alcune associazioni ancora pronte a richiamarsi ai ruiniani "valori non negoziabili". Quasi nascoste sono le posizioni, ampiamente presenti nel mondo cattolico, che sono di segno diverso. Ricorderò quella della rivista dei gesuiti "Aggiornamenti sociali", quella di Mario Marazziti, portavoce di S.Egidio, che in quanto Presidente della competente Commissione della Camera ha contribuito alla redazione del testo in discussione, quella del prof. Francesco D'Agostino, Presidente dell'Unione Giuristi Cattolici e la ben nota appassionata lettera dell'allievo di don Milani Michele Gesualdi, ammalato di SLA, inviata ai parlamentari. Ci sembra che la vera e propria campagna del quotidiano cattolico voglia prendere la rivincita sui casi Welby ed Englaro, rispetto ai quali una riflessione autocritica di chi si comportò male nella Chiesa arriverà sempre troppo tardi.

    La linea dell'Avvenire è quella di sostenere che la sua sarebbe anche la posizione del papa. Però la lettura dell'intervento di Francesco del 16 novembre su queste questioni non solo ricorda l'insegnamento tradizionale della Chiesa, disatteso nei due casi ricordati che fecero tanto scalpore, ma delinea anche come ci si debba comportare nello spazio pubblico su un tema così delicato . Questo brano illuminante del discorso del papa è stato ignorato. Esso parla di soluzioni condivise tenendo "conto della diversità delle visioni del mondo, delle convinzioni etiche e delle appartenenze religiose, in un clima di reciproco ascolto e accoglienza" "per trovare soluzioni-anche normative- il più possibile condivise" . Perché il silenzio su questa apertura alla pluralistica società civile e questo suo indiretto invito a non fare le barricate? Il testo in discussione tenta di dare dei binari minimi stabili, validi per malati, famigliari e sanitari, per i comportamenti che hanno a che fare con la difficile zona grigia del fine vita, densa di dubbi e di difficoltà, contenendo il tradizionale preponderante ruolo del personale sanitario, facilitando l'alleanza terapeutica, l'accompagnamento del malato e auspicando le cure palliative. Il testo è il prodotto di anni di discussione con le varie aree indicate dal papa di differente orientamento culturale con cui è necessario discutere in una società democratica. Le assillanti obiezioni hanno da tempo ricevuto argomentate risposte. Noi Siamo Chiesa, in ripetuti testi leggibili sul proprio sito, le ha esaminate e contraddette con attenzione. Perché insistere oggi in una linea che si dovrà accettare in futuro e sulla quale auspicabilmente si dovrà poi fare autocritica?

Vittorio Bellavite, coordinatore di Noi Siamo Chiesa

mercoledì 13 dicembre 2017

Napolitano: "Serve più Europa"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Conclusa la prima sessione dell'Assemblea di Libertà Eguale.

Tonini e Napolitano: "Serve più Europa. Sosteniamo il disegno di Macron"

di Vittorio Ferla

"Gli Stati nazionali europei sono, oggi, l'epicentro della crisi della sovranità. Emblematica di questa crisi è la questione della spesa pubblica. Quella europea è la più grande del mondo, perché è la percentuale più alta del pil più grande del mondo. Ma il 98% di questa enorme quantità di ricchezza è gestito dagli Stati nazionali, ossia ad una scala dimensionale strutturalmente inadeguata a fornire risposte ai problemi primari dei popoli: difesa e sicurezza, crescita e occupazione". Lo dice Giorgio Tonini, senatore Pd e Presidente della Commissione Bilancio del Senato, introducendo stamane i lavori dell'Assemblea.

    "Il Presidente Macron – continua Tonini - è la grande novità di questa fase storica. La dottrina di Macron sulla sovranità è il mutamento di paradigma che può consentire all'Europa di superare lo stallo attuale. Se la sovranità appartiene ai cittadini e non più agli Stati, essa va esercitata mettendo in comune la sovranità negli ambiti nei quali essi non sono in grado di dare risposte efficaci ai problemi. A cominciare da difesa e sicurezza e crescita e occupazione". Chiede Tonini: "Vogliamo che ci sia un tavolo con Germania e Francia su questo obiettivo? E noi vogliamo starci con la necessaria credibilità? Io credo che dobbiamo coltivare questa alleanza per evidenti ragioni sia di interesse nazionale sia di interesse europeo. Ma per farlo dobbiamo curare le necessarie coerenze, in particolare nelle politiche di bilancio e nelle riforme strutturali".

     "Il PD – avverte Tonini - non può collocarsi in una posizione ambigua. Deve rivendicare i meriti di una linea di governo che comincia con Monti, dopo il fallimento del centrodestra a causa in particolare della irriducibilità della Lega ad una politica seriamente europeista, e arriva fino a Gentiloni. Una linea politica che – rivendica Tonini - in particolare nei mille giorni del governo Renzi, ha prodotto grandi risultati per il Paese e va riproposta e rilanciata, semmai con ancora più coraggio e determinazione, contro le follie populiste di chi propone il referendum sull'euro o la doppia moneta".

All'inizio dei lavori è stato diffuso il saluto dell'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Il caso estremo del secessionismo catalano ha rappresentato una regressione dall'integrazione europea e dell'esperienza storica degli Stati nazionali. Il rilancio da operare, la via d'uscita da tentare – spiega Napolitano - consiste in una sempre più condivisa sovranità europea. E possiamo dirlo grazie alle idee audacemente innovative e alla capacità di trascinamento del Presidente Macron".

     "Fuori dalla Francia – incalza Napolitano - ancora si sottovaluta quel che di straordinario ha rappresentato l'elezione, e l'irruzione sulla scena europea, di un Presidente francese che, con la storia di grandezza e orgoglio nazionale che ha alle spalle, dichiara di riconoscersi in una sola sovranità, quella europea".

     "Lo sforzo che tocca compiere all'Italia – aggiunge l'ex presidente - è pertanto quello di contribuire con proprie proposte di ripensamento e rinnovamento delle attuali istituzioni e politiche comunitarie di dialogo europeo. Di qui il mio grande apprezzamento per l'impostazione e l'impegno di questa Assemblea di Libertà Eguale".

    Napolitano chiude con una sfida: "Non potrebbe esservi anche una proposta a cui lavorare, dinanzi a un larghissimo malessere sociale, per una messa in questione e radicale trasformazione del welfare euro­­peo?".

ZANDA (PD) SU PISAPIA: "MI DISPIACE LA SUA DECISIONE"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

La decisione di Giuliano Pisapia di gettare la spugna mi dispiace veramente, non solo perché incide sulle prospettive della coalizione elettorale, ma soprattutto perché ho sempre considerato il suo un buon progetto...

di Luigi Zanda, capogruppo PD al Senato

Sono tra quanti hanno sempre dichiarato che, con Pisapia, l'alleanza l'avrebbero fatta ad occhi chiusi. Della sua decisione, mi stupisce in particolare la motivazione. Perché i due provvedimenti cui Campo progressista tiene sono stati fortemente voluti anche dal Pd, senza il cui apporto, in questi anni, non avrebbero potuto mai raggiungere l'attuale avanzamento nei lavori in Parlamento.

    Ieri, sia il "fine vita" che lo Ius soli sono stati calendarizzati per l'Aula del Senato, come auspicato da Campo progressista, su iniziativa del Pd, con l'obiettivo di farli approvare nelle prossime due settimane. Il 'fine vita' verrà approvato martedì prossimo. Lo ius soli è stato calendarizzato dopo i testimoni di giustizia e gli orfani di femminicidio (tutti provvedimenti di alto valore istituzionale e civile) in quanto - immaginando possibile il voto di fiducia a causa delle migliaia di emendamenti presentati - è necessario avere la certezza assoluta dei voti dell'Aula, anche per non mettere a rischio l'approvazione della Legge di Bilancio.

    Comunque, ancora questa mattina, ho dichiarato che di fronte al possibile ostruzionismo dell'opposizione, il gruppo dei senatori del Pd avrebbe chiesto una nuova modifica del calendario dei lavori d'aula con l'evidente obiettivo di anticipare lo Ius soli e impedirne l'affossamento.

giovedì 2 novembre 2017

I socialisti italiani in Svizzera e l'anno delle due Rivoluzioni

Raniero Fratini, redattore culturale dell'emittente pubblica sviz­zera “ReteDue”, ha realizzato un servizio radiofonico sul ruolo avu­to dall'ADL e dai socialisti italiani di Zurigo nell'anno delle due Rivoluzioni in Russia. Il servizio, andato in onda il 23 ottobre scorso, è disponibile sul sito di “ReteDue”. Buon ascolto !

Vai ai Podcast di ReteDue

> Parte 1

> Parte 2.

 

martedì 17 ottobre 2017

Vorrei sbagliarmi, ma…

 ...ma ho idea che le elezioni regionali siciliane, sulle quali i Tg, in particolare RAI, ci annoiano da mesi con le ripetitive stupidaggini di un ceto politico da rottamare in toto, registreranno un record assoluto di astensioni, e in questo ambito una catastrofe per il PD, anche per ragioni organizzative (risse tra impresentabili cacicchi locali che hanno impedito la presentazione della lista in un paio di collegi, ma di questo i giornali parlano tra le righe e i TG RAI per niente).
    Il presuntuoso e stizzoso D'Alema non mi è mai stato simpatico, ma bisogna dargli atto, oltre che di un livello culturale insolito tra i politici della seconda repubblica, che quando il PDS è stato sconfitto alle regionali, si è dimesso. Farà altrettanto Renzi? o glielo faranno fare? 
    Nel PD si svolgono adesso i congressi provinciali unitari, quindi , come per quello nazionale, senza possibilità di scegliere i dirigenti. C'è il desiderio di restare a galla tutti insieme appassionatamente, ma anche a quello di non cominciare prima del botto in Sicilia a dichiararsi non più renziani. Così in Piemonte probabilmente ci ritroveremo con Gariglio segretario regionale per poter dare a lui la colpa della inevitabile sconfitta in Regione...
 
Claudio Bellavita, e-mail