mercoledì 19 ottobre 2011

La disoccupazione giovanile, Cossiga

La disoccupazione giovanile

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L'ultima rilevazione Istat (dati provvisori di luglio) ci dice che in Italia la disoccupazione giovanile si attesta al 27,8%.

La Confartigianato ha invece segnalato che nel nostro Paese ci sono quasi 1,2 milioni di under 35 senza lavoro e che la disoccupazione nella fascia di età 15-24 anni (29,6%) è la più alta d'Europa.

Questa non è una tendenza ma una REALTA', in atto ormai da quando è iniziata la crisi: per i giovani si è bloccato il già debole canale di accesso al mercato del lavoro. È un problema che sta diventando strutturale e che richiede quindi politiche pertinenti e dedicate in esclusiva.

Quello che il Governo Berlusca-Lega non ha FATTO e non FA ! ! !

NELL'INTERVENTO DEL BERLUSCA IL13 ottobre neanche una parola riguardo la soluzione del lavoro giovanile: VERGOGNA!

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Sergio Denti, pensionato

Cossiga

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Kossiga è vivo.

O almeno lo sono i suoi metodi

immortali.

Infiltrati.

Gente mascherata nei cortei.

Provocatori prezzolati.

Teppisti da stadio,

piccoli delinquenti,

informatori e spioni della sbirraglia,

quella che ha disseminato l'Italia di stragi, tentativi golpisti, fiancheggiamento delle mafie e responsabile di ogni sozzura, da Portella delle Ginestre alla P2 di governo.

Stesso copione, stessi metodi.

Non certo da precari intellettuali:

qui si ha a che fare con registi professionali, coreografi di regime, gazzettieri del potere, armigeri di Sua Maestà.

specialisti della provocazione.

Black bloc?

Servizi segreti deviati?

Di nero, c'è solo il fascistume,

mai morto.

Di segreto,

non c'è nulla.

Succhiano i nostri soldi,

per usarli contro di noi.

Stregoni della violenza,

contro ogni apprendistato di democrazia.

Scesa in piazza una nuova generazione,

cosa c'è di meglio che sputtanarla

con un po' di falò vandalici?

La polizia,

come diceva Gaber,

quando serve non c'è mai,

è a difendere i palazzi del potere.

Meglio così,

che se intervengono fanno solo danni,

teppisti da stadio in divisa

e comunque a volto coperto,

anche loro.

Fango e provocazione,

su una generazione

di giovani uomini

che non possono permettersi di vendere a caro prezzo un seggio parlamentare e di giovani donne non use a vendersi nel letto del presidente del consiglio di tutte le italiche mafie né a dare l'utero in affitto al presidente del consiglio della vicina V repubblica.

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Caino

lunedì 3 ottobre 2011

Il Dio dei Repubblicani / Salva stati, salva banche / Il vecchio che avanza

Il Dio dei

Repubblicani

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Nati dall'esigenza di un gruppo di Britannici di professare liberamente il proprio credo religioso, gli Stati Uniti d'America continuano a essere un paese nel quale l'effettiva separazione tra lo stato e la chiesa non rimane tale anche nelle menti degli Americani. Da questa parte dell'Atlantico, attivismo religioso e politico a volte coincidono e si sovrappongono fino a determinare curiose commistioni politico-fideistiche che, nell'era attuale, lasciano piuttosto perplessi.

Le statistiche parlano chiaro. Dai microfoni degli intervistatori o dai questionari, preziosi per le indagini demoscopiche, emerge una società spesso arroccata su punti di vista sconcertanti che non ci si aspetterebbe di trovare a distanza d'alcuni secoli della creazione pionieristica della Piantagione di Plymouth.

Dai sondaggi emerge un meta' circa degli intervistati fermamente convinta che Obama e la sua amministrazione starebbero ficcando il naso in settori che sarebbe meglio lasciare nelle mani dei privati. Quasi l'80% sostiene che ai disoccupati che si rifiutino d'accettare gli impieghi disponibili non dovrebbe essere corrisposta alcuna indennità. E più del 90%, professa una fede cieca nel principio tradizionale americano che l'America e' ancora "la terra delle opportunità" nella quale "tutto e' possibile per quelli che lavorano sodo", nonostante le evidenti difficoltà economiche attuali.

Sono in molti anche a credere, non tenendo in alcuna considerazione il principio del libero arbitrio, che non si muove foglia che Dio non voglia. Molti sono fermamente convinti che il Signore dell'Universo lavori a tempo pieno per confezionare piani di successo destinati a premiare tutti quelli che hanno fede in Lui.

A volte, esaminando alcuni aspetti del Pianeta America, si rimane basiti nello scoprire quanto il fatalismo sia diffuso per motivazioni di tipo religioso in una civiltà che prese l'avvio da Atene e dalla Città Eterna non diversamente dalla gente mediorientale o orientale in genere.

Qui nel Texas un'indagine sulla pratica religiosa, condotta in ambiente universitario, ha evidenziato come i Repubblicani di Huston, la "Citta' dello Spazio", siano pronti a giurare che Dio e' impegnato a operare nel mondo, giorno dopo giorno, fondando la propria azione sull'ideologia conservatrice che avversa ogni tentativo di regolamentazione statale e che Egli sostiene il liberismo economico come uno dei pilastri più importanti della fede.

Questo nuovo tipo di conservatori, che coincide specialmente con le frange più conservatrici della destra, ritiene che il Creatore operi direttamente, attraverso il libero mercato globale. L'economia alla fine, ritornerebbe all'ottima situazione di prima perché sotto il controllo autorevole della Provvidenza. Sarebbero quindi perfettamente inutili le analisi sul rapporto costo-guadagno.

I fondamentalisti di questa nuova forma di fede economico-religiosa predicano di lasciar fare a Dio riducendo l'interventismo sociale di Obama, nel quale un'evidente strategia di demonizzazione adombra (non è uno scherzo) l'opera del maligno.

Un quinto della popolazione e' pero' convinto che da come vanno male le cose non sembra proprio che il Signore che abita ai piani superiori del Firmamento abbia trovato ancora il tempo d'occuparsi dell'economia americana. La disoccupazione rimane un problema gravissimo e difficile da risolvere. Le iniziative dell'Amministrazione sono avversate e rallentate sistematicamente dai Repubblicani, anche perché eliminarla o ridurla aumenterebbe le probabilità del Presidente democratico di rimanere al suo posto nelle prossime elezioni.

Molti Americani continuano a non potere pagare i mutui, continuano a perdere la loro casa che, secondo copione, viene requisita e poi messa in vendita. Secondo questi ultimi, si starebbe facendo poco o nulla per varare una tassazione più giusta che faccia pagare di più chi ha di più. Si reperirebbero finalmente, in questo modo, quelle risorse delle quali si ha urgente bisogno per far ritornare i disoccupati al lavoro e per rimettere in moto gli ingranaggi inceppati dell'economia evitando d'attendere con angosciante rassegnazione l'intervento miracoloso e risolutore dell'Altissimo.

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Roberto "Ro" Pucci, Huston (Texas/USA)


Salva stati,

salva banche

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Cari amici in Europa, incredibile, lo stanno facendo di nuovo: i nostri governi stanno riempiendo con i soldi nostri le tasche delle banche!

Dobbiamo dare il via libera al fondo salva-stati il prima possibile per salvare la Grecia, l'Europa e l'euro. Tuttavia l'attuale fondo salva-stati fa sì che siamo noi contribuenti a rimborsare le banche del 90% dei loro investimenti forsennati. I greci non vedranno nemmeno un euro di tutti i soldi che stiamo per destinare ai ricchi banchieri. Peggio ancora: il 30% dei nostri soldi andrà agli speculatori, che faranno profitti enormi dalla speculazione sul fondo salva-stati!

Come può essere che i nostri governi abbiano siglato il fondo salva-stati, che ricopre d'oro banche e speculatori e lascia la Grecia in mutande? La risposta è semplice: i governi hanno chiesto anche ai banchieri di firmare il patto. I nostri ministri delle finanze s'incontreranno fra 3 giorni e decideranno del piano: lanciamo un appello enorme a loro e ai nostri parlamenti per tornare al tavolo delle trattative per salvare la Grecia e non le banche:

http://www.avaaz.org/it/eu_people_vs_banks/?vl

In un momento in cui ovunque c'è una grossa stretta sul credito e fette importanti della nostra spesa sociale vengono tagliate con l'accetta, i governi cedono davanti all'altare della lobby dei banchieri. Si giustificano dicendo che sono preoccupati che alcune banche non saranno in grado di assorbire la perdita degli investimenti in Grecia, e che senza gli aiuti fallirebbero. Ma se siamo noi ad avere bisogno di aiuto, e di conseguenza ci rivolgiamo alle banche, non riceviamo soldi gratuitamente, bensì prestiti. Ora le banche sono in difficoltà e si sono rivolte a noi: perché dovremmo trattarle diversamente da come fanno loro? Anziché dare via i nostri soldi gratuitamente, facciamo prestiti o investimenti nelle banche, e chiediamo che ci vengano restituiti a un buon tasso d'interesse!

Questo è quello che hanno fatto Gordon Brown nel Regno Unito e Barack Obama negli Stati Uniti: quando le banche stavano per fallire, non le hanno salvate con finanziamenti a tasso zero, ma con prestiti e investimenti. E nel giro di un anno i contribuenti ci hanno persino guadagnato!

Questo accordo è corruzione pura e semplice. Non c'è ragione alcuna legata all'interesse pubblico per fare questo regalo a banche e speculatori, mentre ci sono miliardi di buoni motivi per provare a proteggere i conti pubblici. Invece di dare via quei soldi, possiamo investirli in Grecia e nella capacità delle nostre società di uscire dalla crisi finanziaria e cominciare nuovamente a crescere. E' arrivato il momento per i nostri politici di non nascondersi più dietro argomentazioni complicate scritte dai banchieri: questo gioco è finito. Urliamo il nostro no a questo scandaloso fondo salva-stati e chiediamo un nuovo patto:

http://www.avaaz.org/it/eu_people_vs_banks/?vl

Troppo spesso ormai il futuro dell'economia e dei nostri bambini viene deciso nelle segrete stanze da interessi corrotti che vogliono solo fare profitto. I cittadini sono totalmente tagliati fuori: è ora di dire basta. I banchieri e i politici ritengono che tutto questo sia troppo complicato perché le persone possano capire o interessarsene. Dimostriamo loro quanto si sbagliano. Con speranza,

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Alex, Iain, Antonia, Emma,

Alice, Maria Paz, Pascal

e il team di Avaaz


Maggiori informazioni su:

=> Corriere della Sera - Gli hedge fund faranno profitti sul recupero dei bond greci<http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Crisi-hedge-fund-scommettono-recupero-bond-greci/29-09-2011/1-A_000253602.shtml>

=> Il Fatto quotidiano - Crisi greca, alunni a scuola senza libri. E un dipendente pubblico su 5 resterà a casa<http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/14/crisi-grecia-alunni-a-scuola-senza-libri-e-un-dipendente-pubblico-su-5-restera-a-casa/157383/>

=> Corriere tv - Austerità e crescita: un binomio difficile<http://video.corriere.it/austerita-crescita-binomio-difficile/748508fa-e4fa-11e0-ac8f-9ecb3bbcc6bf>

=> La Repubblica - G20: maxi piano da tremila miliardi<http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/09/25/news/g20_maxi_piano_da_3mila_miliardi_per_il_ricapitalizzare_le_banche-22212245/>

per la ricapitalizzazione delle banche<http://www.repubblica.it/economia/finanza/2011/09/25/news/g20_maxi_piano_da_3mila_miliardi_per_il_ricapitalizzare_le_banche-22212245/>

Il vecchio

che avanza

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La crisi economica è la fase suprema della crisi politica, non esiste più una classe dirigente cui affidare la nostra fiducia, il nostro impegno civile, siamo di fronte ad una concreta mancanza di rappresentatività. Il potere dello Stato non appartiene al popolo, ma a una classe dirigente politica di borghesia ricca, mai illuminata, che lo impone e che per nulla sa cosa sia la vita concreta dei cittadini.

Abilmente travestiti da salvatori della patria, i due più pericolosi rapinatori del paese hanno messo a segno il loro colpo migliore. Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, quelli che hanno aumentato di 250 miliardi il debito pubblico in tre anni, hanno compiuto il più grande furto della loro epoca. La manovra d'agosto da 47 miliardi.

Vittime della rapina: Ceti medi e poveracci in generale. Beneficiari della rapina, le categorie protette dal governo Berlusconi: i super-ricchi che vivono di rendite e gli evasori fiscali. Quelli che l'unica manovra che interessa è quella di parcheggiare yacht e limousine.

In Italia deputati e senatori decidono tutto da soli: gli stipendi, la possibilità di essere arrestati, la compatibilità degli incarichi, perfino la validità della loro elezione. Nulla di nuovo nel deserto della politica italiana. E' il vecchio che avanza! Come il titolo del nostro bollettino di settembre "Il popolo delle Sciare".

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Vito Fichera, Misterbianco (CA)

martedì 20 settembre 2011

Rifondare

LETTERA / SEGNALAZIOIONE

Dal Circolo Rosselli di Milano

 

L'attività "rosselliana" ricomincia dopo la pausa estiva con il 4° INCONTRO ANNUALE DI VOLPEDO , organizzato e promosso dalla Rete dei Circoli Socialisti e Libertari del Nord-Ovest d'Italia, cioè appunto dal Gruppo di Volpedo, di cui il nostro Circolo, come sapete, è una delle associazioni fondatrici.

    Quest'anno l'appuntamento, ormai tradizionale, con l'ameno borgo del Tortonese, ove Giuseppe Pelizza dipinse, a fine Ottocento, i celeberrimi "Quarto Stato" e "Fiumana" (icone universalmente note del nascente movimento operaio e socialista), si svolgerà in realtà in due giorni.

    Sabato 24 settembre 2011 alle ore 16.00 incontreremo il sindaco di Milano GIULIANO PISAPIA , che tornerà a confrontarsi con noi ad un anno dalla sua visita a Volpedo del 2010, ove annunciò la sua candidatura alle primarie del Centro-Sinistra di Milano (evento che dette di fatto inizio a quell'entusiasmante avventura, risoltasi con la vittoria alle comunali dello scorso giugno). Per noi che abbiamo creduto sin dal principio nella scommessa arancione di Pisapia sarà un lieto momento di festa, ma anche una bella occasione per ragionare con il nostro amico Sindaco di Milano di prospettive politiche interessanti.

    La serata sarà introdotta presentata da GIANCARLO CALDONE , sindaco socialista di Volpedo, che farà, giustamente gli onori di casa. 

    In seguito a tutti i presenti sarà possibile visitare la biennale Pellizziana e quindi prendere parte alla manifestazione Musica in Piazza.

    Il giorno dopo, domenica 25 settembre 2011, a partire dalle ore 9.30, affronteremo invece un'intensa giornata di analisi e di discussione politica, toccando diversi temi.

    Cominceremo la mattinata parlando de Il riseveglio democratico del Nord Africa; dopodichè (sempre al mattino) affronteremo la questione de Le nuove forme del lavoro (con particolare riferimento alla problematica del mutamento nella composizione sociale in Italia, al tema del ruolo dei sindacati e delle nuove forme di rappresentanza, e all'analisi delle esperienze alternative di organizzazione del lavoro in altri paesi d'Europa). Nel pomeriggio, dopo una pausa pranzo nei locali della Società Operaia di Volpedo (il pranzo avrà un costo di 20 euro), ci occuperemo invece della questione di come Rifondare l'economia a partire dai territori.

    Molti sono gli interventi già programmati per le diverse sessioni:

 

RENZO PENNA,

PIA LOCATELLI,

FARID ADLI, ROSARIA

BERTILACCIO,

PIERFRANCO PELLIZZETTI,

MAURO BESCHI,

ANTONIO FOCILLO,

PAOLO BORIONI,

LUIGI FASCE,

FELICE BESOSTRI,

ANDREA BALLARÉ,

FEDERICO BERRUTI,

FRANCO D'ALFONSO,

TOM D'ALESSANDRI,

ALFONSO PITTALUGA,

VALDO SPINI,

ROBERTO NEBIOLO.

 

Diversi altri saranno però, naturalmente, gli interventi che potranno venire da chiunque chiederà la parola.

    Intorno alle ore 13.00, prima del pranzo, avremo anche modo di prendere tutti quanti parte - nella storica Piazza Quarto Stato -, alla tradizionale riedizione della Fiumana pellizziana. A conclusione della giornata invece, e cioè intorno alle ore 17.45, procederemo, secondo la tradizione, alla messa in votazione di alcuni documenti politici.

    Insomma, il programma della due giorni, come vedete, è ampio ed interessante. Ma l'aspetto forse ancora più significativo è che gli appuntamenti di Volpedo stanno ormai diventando un'occasione importante di riflessione e di confronto politico. E' un'occasione, insomma, alla quale è importante prendere parte.

    L'idea di fondo della due giorni è chiara: noi "volpediani" crediamo in effetti che occorra affrettarsi per costruire una vera Europa politica, e che di contro alle crisi di un capitalismo finanziario sempre più fuori controllo, occorra rispondere urgentemente creando una vera Unione Europea dotata di reali istituzioni di governo. Tali istituzioni saranno chiamate ad imprimere una seria politica redistributiva, che si ponga il problema di ridurre la diseguaglianza. Si tratta cioè di costruire una vera unità federale europea per mettere in campo delle serie politiche di impronta socialista e socialdemocratica (e dalla forte sensibilità ambientalista). Per questo occorre pensare ad un grande Partito Socialista Europeo, in grado di incarnare ed esprimere questa prospettiva. Dai tempi dell'appello di Volpedo del 2008 noi sosteniamo questa proposta, che torneremo evidentemente a rilanciare anche quest'anno.

    Non meno urgente ci pare peraltro l'esigenza di imprimere al più presto anche un forte rinnovamento alla Sinistra italiana, poiché in Italia ci pare ancora più disperata la necessità di costruire una vera forza riformatrice: socialista, democratica, laica, libertaria, autonoma, con una spiccata sensibilità ambientale ed una forte tensione europeistica ed internazionalista.  A tutti coloro che ritengono di condividere una siffatta prospettiva, e che siano comunque interessati ad un confronto politico costruttivo su questi temi rivolgiamo dunque l'invito caloroso ad intervenire e partecipare a questo appuntamento volpediano.

    In allegato troverete il volantino con tutti i dettagli dell'iniziativa, con le indicazioni stradali per raggiungere Volpedo, e con gli indirizzi da contattare se riterrete di pernottare nella notte tra il 24 ed il 25.

    Vi aspettiamo! Ne varrà sicuramente la pena.

Francesco Somaini, Circolo Carlo Rosselli – Milano

 
 

LETTERA

Un'altra Italia

 

Ai tempi della DC, quel partito si era talmente sputtanato che nessuno osava dire di votarlo.

    Di cosa hanno bisogna ancora gli italiani di oggi per farla finita con un simile sbruffone che a tempo perso fa il primo ministro per quest'italia di merda (tutte parole sue).

    Quant'era vero il grido della ex moglie Veronica Lario, "mio marito è malato", intendendo che non aveva piú il cervello a posto.

    Ma cosi come ancora ci sono qualche milione di italiani che continuano a votarlo, cosi ci sono quelli che in Parlamento per riconoscenza verso questo signore che li ha messi sulla lista come candidati a guadagnarsi una pagnotta d'oro possano dichiarare: si il ns president Berlusconi era convinto che "Ruby" fosse la nipote di Mubarak. Solo da questa asserzione si dovrebbero dimettere perchè:

    a) state dicendo il falso per compiacerlo e difendervi la pagnotta d'oro;

    b) lo dite con convinzione e allora non potete lasciare al suo posto un presidente cosi deficiente (che ci fa pure rima).

    Potrei concludere: purtroppo l'Italia è anche quella delle 10 milioni di persone che almeno una volta all'anno vanno dalle cartomanti, è anche l'Italia delle "Escort" sessuali e politiche (come ieri è stat classificato da Di Pietro l'On. Casini), è anche l'Italia del malaffare.

    Ma io non posso e non voglio concludere cosi, perchè c'è

 

"Un'altra Italia"

 

(e questa nel suo piccolo s'è manifestata l'anno passato anche qui a Monaco con bellissime manifestazioni culturali e politiche).

    Un'altra Italia grande l'abbiamo nel ns Paese natio, dove sono esistiti/e ed esistono persone e organizzazioni come Falcone e Borsellino, come Caselli, come Libera, come Emergency, come il sindaco "verde" Pollica, come Peppino Impastato, come l'ex Presidente della Repubblica Pertini e tanti ancora, ma anche tanta, tanta gente normale che lavora tutti giorni (quando ha un lavoro) e che non vuol essere immischiata con gli e le "Escort" dell'era berlusconiana.

Gianfranco Tannino, Monaco

lunedì 12 settembre 2011

Qualche riflessione. E un appello.

LETTERA

 

Gli sviluppi dello scenario politico di quest'ultimo anno sono ambivalenti: una nuova stagione, anche in contesti difficili (come Napoli), pare essere emersa a livello amministrativo, corroborata dalla poderosa quadruplice affermazione referendaria e dal parziale rilancio del movimento antiliberista (quello dei social forum) che a Genova si è ritrovato per ricordare il decennale della contestazione al summit dei G8 e della brutale repressione, introibo di un nuovo ordine mondiale; la malcerta tenuta numerica dell'attuale maggioranza parlamentare e le tensioni finanziarie stanno producendo ricorrenti manovre finanziarie, infruttuose quanto dannose e "di classe" per la loro iniquità sociale e i loro effetti recessivi. Resta la grave anomalia dell'espulsione di ogni forza di sinistra dal Parlamento: ciò ci priva, sia ricordato agli sbadati e ai qualunquisti, anche della possibilità di avere un'interrogazione parlamentare, di avere una tribuna da cui far sentire la propria voce al paese, di dare rappresentanza a settori sociali non scomparsi al posto delle rappresentazioni ammansiteci in questi anni di bipolarismo, maggioritario e porcellum. Una tipica stagione di transizione, in cui cose vecchie e nuove, istanze contrastanti convivono e si confondono, confondendoci, in cui vari sbocchi sono possibili.

    Anomalia nell'anomalia è che in Italia manchi un partito che dia rappresentanza alle classi sociali più colpite dalla crisi (precari e migranti, in primis, ma anche lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, tanto privati quanto statali); che riprenda quei ricchi e forti contenuti che sono il patrimonio di questi ultimi dieci anni di movimenti (per arrivare al processo costituente dei beni comuni) da non dissipare in alcun modo; che sappia, o almeno ci provi, impedire i tentativi di obliterazione della sinistra italiana. A questo partito volentieri ed ostinatamente (ma non senza ragione) continueremo a dare la denominazione di socialista.

    In realtà, per converso esisterebbero pure partitini e movimenti sedicenti socialisti: gli uni contro gli altri armati, tutti nondimeno sotto il segno accomunante del moderatismo e della lontananza, se non antagonismo, rispetto ai movimenti e ai contenuti di cui sopra. Di area centro-sinistra ovvero inseriti stabilmente nella "corte dei miracoli" che è l'attuale compagine governativa, questi partitini e movimenti sedicenti socialisti si inseriscono – con un'ostinazione speculare a quella predetta – nella più vasta corrente, che era tempesta, denominata neoliberismo. Arfé ci ha insegnato, in uno dei suoi ultimi scritti, che – storia alla mano – Non possiamo dirci riformisti; altri studiosi e attivisti ci hanno spiegato che sono esistiti due riformismi fra loro distinti e anzi incompatibili ed antitetici – l'uno a favore delle classi lavoratrici, l'altro a favore delle rendite e dei potentati economico-finanziari. Il primo di questi, sconfitto e quasi annichilito, ha avuto in Lombardi il proprio alfiere; alcuni presunti allievi di Lombardi vorrebbero farsi promotori del secondo.

    Benché questa tendenza non sia una specificità italica, poiché nei vari paesi europei maggiormente coinvolti nella bufera dei mercati finanziari le misure anti-popolari e di cessione della sovranità popolare a nuovi istituti non elettivi né democratici (BCE e organismi del declinante "Washington consensus": FMI, BM, WTO) sono state varate da governi "socialisti" – Grecia, Spagna, in passato Portogallo; inoltre giova ricordare che, del tutto inopinatamente!, il principale candidato "socialista" alle elezioni presidenziali in Francia era il direttore del FMI (ossia uno dei Nemici) finché un grave scandalo sessuale non ha rimandato il PS a più caute ed adeguate scelte. Molto ci sarebbe da aggiungere: genealogie, figure e sviluppi di questa metamorfosi. Così com'è un partito socialista, vieppiù "e dei democratici", europeo serve solo per il progresso dei diritti civili, quelli sociali essendo rinviati a tempi migliori gentilmente concessi dai potentati economico-finanziati. Niente di più, niente di meno.

    Certo esistono alcune specificità italiche. Una solo conviene enunciarla. È notizia di questi giorni (primi di settembre 2011) che è nuovamente sotto i riflettori mediatici tale Lavitola Valter, faccendiere per conto dell'attuale premier e contumace per ragioni giudiziarie da appurare (per quanto le intercettazioni siano alquanto eloquenti di un certo savoir faire). Le vicende in cui tali figuri sarebbero coinvolti ci parlano chiaramente della condizione di un paese, l'Italia, malmesso, ma rischiano di farci dimenticare una cosetta per noi importante: quel tale è proprietario e redattore de L'Avanti (il fatto che manchi il punto esclamativo non rende più lieve il fatto, perbacco!).

    Ora che partitini, movimenti, politici e ministri sedicenti socialisti possano far parte dello schieramento delle destre e varare misure contro le classi lavoratrici rientra nel rischio insito nell'esercizio del "libero arbitrio"; che Zapatero e Papandreu et ceteri simillimi "per alto senso di responsabilità" possano e vogliano trasformare i propri stati in protettorati di banche e agenzie di rating (a differenza dei "populisti" governi di Argentina e Bolivia) è il risultato di lunghi processi cui il movimento di Genova, novella Cassandra, aveva dato nomi e cognomi e in ogni caso si attendono gli esiti delle rivolte sociali provocate sotto il segno dell'indignazione.

    A noi, più modestamente, spetterebbe il compito – in sé non impossibile – di "riprenderci" l' Avanti! quando verosimilmente il suo non lodevole proprietario se ne libererà. Serviranno soldi ma ancor più un comitato di garanti che prepari la restituzione della testata alla sinistra italiana per farne un luogo di informazione, analisi, dibattito e cultura politica. In fondo si tratta di pensare a l' Avanti! che faccia quotidianamente e a stampa quel che L'Avvenire dei lavoratori fa periodicamente e on-line. Da lì si può, a mio avviso, ripartire. 

    Gli interessati facciano sapere e si mobilitino. L'intendance suivra. Ne vale la pena.

 

Gaetano Colantuono,

docente precario e storico (coautore di I partigiani jugoslavi nella Resistenza italiana. Storie e memorie di una vicenda ignorata )

lunedì 4 luglio 2011

Frontalieri oggetto di scambio?

NO DEI SINDACATI ITALIANI ALLA SCELTA DEL CONSIGLIO DI STATO TICINESE

 

Il Consiglio di Stato ticinese ha deciso di "congelare" il 50 % dei ristorni delle imposte alla fonte versate dai frontalieri italiani in Canton Ticino; della quota di 55 milioni di franchi (all'incirca 44 milioni di euro) quindi verrà versata all'Italia solo la metà .

    Il Consiglio di Stato si è impegnato a liberare la trattenuta non appena i Governi svizzero ed italiano daranno vita al negoziato.

    Se da un lato le motivazioni che stanno alla base del clamoroso atto sono ben conosciute e condivise, le organizzazioni sindacali italiane sono nettamente contrarie ai contenuti e alle modalità della decisione.

    La stessa Presidente della Confederazione Elvetica Micheline Calmy-Rey nei giorni scorsi aveva affermato che "sospendere i riversamenti non è opportuno".

    La necessità di riavviare i contatti tra i Governi svizzero e italiano non può più essere rimandata; è urgente che si riallaccino i rapporti in modo da definire in  maniera bilaterale nuovi accordi per evitare la doppia imposizione, accordi che la Svizzera ha già firmato con numerosi Paesi, ad esclusione dell'Italia.

    Utilizzare i frontalieri come "oggetto di scambio" per dirimere questioni ben più complesse non è corretto. Le conseguenze di questo atto sono gravissime per tutti i Comuni di frontiera italiani, specialmente per i più piccoli, che sarebbero costretti a ridimensionare in maniera totale o parziale tutti i servizi alla popolazione.

    Le organizzazioni sindacali italiane quindi chiedono con forza che si dia continuità alle mozioni approvate alla Camera dei Deputati nelle settimane scorse, volte appunto ad una normalizzazione dei rapporti tra Italia e Svizzera; inoltre chiedono al Consiglio Federale svizzero di intervenire immediatamente per il rispetto di una Convenzione bilaterale sottoscritta tra due Stati sovrani.

 

Claudio Pozzetti, Gianmarco Gilardoni e Pancrazio Raimondo

Per CGIL-CISL-UIL Frontalieri