mercoledì 4 febbraio 2009

Nel segno della frammentazione

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
La sinistra a Roma, frammentata come la destra a Gerusalemme, è mini-autoreferenziale: giustamente indignata per lo sbarramento elettorale introdotto da Berlusconi e Veltroni prima alle politiche poi alle europee non trova il tempo, tra una manifestazione di velleitaria indignazione e un bruciamento di bandiere israeliane, per reagire nell'unico modo concreto, associandosi in una lista elettorale unica.

di Claudio Bellavita
A breve si vota per il rinnovo del parlamento israeliano, in una situazione interna e internazionale tra le più difficili della storia di Israele. Nell'incertezza sui risultati e sulle conseguenze per la politica estera e militare del piccolo stato, c'è una sola certezza: come sempre, non ci sarà nessun sbarramento per impedire la moltiplicazione dei partitini che rappresentano, talvolta ai limiti dell'assurdità, la storica tendenza al settarismo degli israeliani, soprattutto di quelli religiosi. Moltiplicazione che rende sempre più difficile la costituzione di un governo che abbia una politica unitaria, soprattutto quando la situazione interna e internazionale rende necessari dei coraggiosi cambi di rotta.

Non credo che sia un argomento su cui riescano a riflettere le schegge della nostra sinistra alternativa e mini-autoreferenziale, giustamente indignate per lo sbarramento elettorale introdotto da Berlusconi e Veltroni prima alle politiche poi alle europee, che tra una manifestazione di velleitaria indignazione e un bruciamento di bandiere israeliane non trovano il tempo e il modo per reagire nell'unico modo concreto, associandosi in una lista elettorale unica.

mercoledì 21 gennaio 2009

Egregio Presidente Lula Da Silva: No all'impunità a un terrorista

Lettera
La protesta dei familiari delle vittime di stragi e altri atti terroristici al presidente del Brasile, Lula Da Silva
Egregio Presidente Lula Da Silva, abbiamo appreso dalla stampa che il suo Paese ha concesso lo status di rifugiato politico a Cesare Battisti, l'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato all'ergastolo in Italia per 4 omicidi.

La nostra associazione, composta di Familiari che hanno subito sulla propria pelle le conseguenze del terrorismo, ritiene sconcertante questo comportamento.

Anche Lei, a parole, a nome del suo Paese, si batte contro il terrorismo per poi tutelarne la copertura e soprattutto l'impunità.

Questo terrorista, per sfuggire alle proprie responsabilità, ha cercato vigliaccamente di ammantare politicamente il suo operato di squallido assassino.

Ricordiamo a Lei e a tutte le autorità del suo Paese che la battaglia contro il terrorismo non è fatta di vane parole, ma di concreti e conseguenti atteggiamenti formali e sostanziali.

Signor Presidente, il comportamento del suo Paese in questa vicenda ha la disapprovazione totale dei Familiari delle Vittime del terrorismo.

Paolo Bolognesi, Bologna
Associazione 2 agosto 1980

Il sen. Zanda (PD) su Santoro e Annunziata

Lettera
Sì al pluralismo, no alla spettacolarizzazione
Sono certo che Lucia Annunziata non ha lasciato volentieri la trasmissione Annozero. E' stata costretta ad abbandonarla. Michele Santoro certamente ricorderà che in passato mi è capitato di difendere la sua professionalità.

Il sen. Luigi Zanda (PD) E quindi sono certo che mi permetterà di dirgli che l'informazione, anche quella dura, è cosa diversa dalla spettacolarizzazione. E poi, se nei talk show si vuole garantire il pluralismo delle opinioni bisogna sempre mettere a proprio agio gli ospiti, soprattutto quando si ha avuta la buona idea di aver invitato professionisti seri come Lucia Annunziata e la fortuna che lei abbia accettato l'invito.

sen. Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori del Pd

lunedì 19 gennaio 2009

DONNE IN PENSIONE A 65 ANNI PRIVILEGIO O DISCRIMINAZIONE?

Un gruppo di studio dell'Associazione Italiana Analisti Finanziari, composto da Laura Vitale, Alfonso Scarano e Tiziana Tafaro, ha stimato che con le leggi attuali la pensione delle lavoratrici risulta, a parita' di stipendio,  piu' bassa di quella dei lavoratori di circa il 30%. E frattanto il governo, debitore di una risposta alla Corte di Giustizia sulla pensione a 65 anni anche le donne, ha preso una posizione interlocutoria, nel senso che l'eta pensionabile verrebbe pian piano equiparata tra i due sessi. Ma verranno pian piano promosse anche le pari opportunità? In caso contrario, la disparità che penalizza le donne si acuirebbe ulteriormente.

 
di M. Sironi

Gli antefatti sono noti: in seguito ad un ricorso della Commissione Europea contro l'Italia, accusata di discriminazione verso le donne, la Corte di Giustizia ha  emesso una sentenza per la quale anche le  lavoratrici italiane dovranno andare in pensione di vecchiaia non piu' a 60 anni, ma a 65 come gli uomini. Martedi' prossimo, 13 gennaio, e' la data entro la quale il governo dovra' comunicare alla Corte di Giustizia che cosa intende fare, ma finora i ministri interessati (Maurizio Sacconi per il welfare e Mara Carfagna per le pari opportunità) non si sono ancora espressi.  Si è espresso  invece il ministro Brunetta, favorevole all'innalzamento dell'età in forma volontaria, suscitando un vivace dibattito.  Essendo le donne gravate dalle incombenze domestiche, hanno replicato varie sindacaliste e parlamentari dell'opposizione,  sarebbe meglio fare piu' asili nido, anziche' obbligarle a lavorare 5 anni in piu'.  Secondo questa impostazione la pensione a 60 anni, anziché un'ingiustizia, rappresenta piuttosto un meritato riposo per chi ha fatto anni e anni di doppio lavoro, in casa e fuori.

 

    I  dati statistici, raccolti dagli analisti, raccontano però una storia diversa. Le donne si presentano sul mercato del  lavoro alla stessa eta' dei maschi, ma tra i 30 e i 35 anni la percentuale di abbandoni diventa assai piu' forte tra le lavoratrici, mentre i rientri dopo i 45 anni (a figli gia' cresciuti) sono scarsissimi. Anzi, lo stillicidio continua salvo fermarsi dopo i 55 anni e raggiungere valori perecentuali analoghi tra i due sessi. Secondo Giuliano Cazzola, vice presidente della Commissione Lavoro della Camera, ''il fatto che le donne non vedano l'ora di andare in pensione e' un luogo comune''. E se alcune vogliono rimanere solo perche'  innamorate del loro lavoro, moltissime vorrebbero andare avanti per puro calcolo economico, perchè  è difficile campare con i quattro soldi della pensione che hanno maturato. Dati alla mano, un'età pensionistica inferiore di 5 anni si traduce in una pensione piu' bassa del 12-15%, che per di piu' va ad abbattersi su una popolazione femminile già  comunque penalizzata negli stipendi e nella carriera rispetto ai colleghi maschi.

   

Ma non e' tutto.  Anche le nuove regole in materia di TFR, che dal 2007 viene destinato  alla nascente previdenza integrativa, risultano penalizzanti per le donne . Infatti il coefficiente che viene utilizzato per calcolare la rendita del capitale accumulato (la pensione integrativa, appunto) è tale e quale quello delle assicurazioni private.  Le quali usano tavole attuariali diverse per gli uomini e per le donne, ben sapendo che queste ultime sono piu' longeve e quindi hanno ''una maggiore vita residua''.  Cosi', spiegano gli analisti, a parita' di eta' pensionistica e di capitale accumulato alle donne verra' data una pensione integrativa piu' bassa del 12-18%. Fatte le debite somme,  allo stato attuale chi ha la sfortuna di nascere donna e di lavorare in Italia sa già che  le tocchera' una pensione piu' bassa del 25-35% rispetto al collega maschio. Basterebbe questo per aver voglia di emigrare.


 

mercoledì 14 gennaio 2009

Un buon anno secondo la natura di cui son fatti i sogni...

Abbasso la Befana - serva dei padroni!
L'11 febbraio, paradossale anniversario dei Patti Lateranensi fra Mussolini e Pio XI, inizierà in modo insolito. Il nuovo papa Ratzinger si troverà di fronte al portone del Vaticano sprangato, con appeso un cartello: "Vietato l'ingresso agli Hitlerjugend ed ai fondamentalisti religiosi". Dentro, gli insorti - gli ultimi superstiti del movimento dei preti operai, rinforzati da un manipolo di suore terzomondiste - hanno proclamato la costituzione della Repubblica Democratica del Vaticano, copiata da quella italiana, che tanto il Berlusca l'ha abrogata. I profughi dalla italica dittatura della P2 iniziano ad affluire dall'Italia nel nuovo covo sovversivo: accolti da religiosi troppo distratti a causa dell'abolizione del celibato ecclesiastico.

Intanto il 27 gennaio, anniversario della liberazione da parte dell'Armata Rossa degli ultimi superstiti di Auschwitz, un aereo pirata sequestrato da Marek Edelman, insieme ad altri compagni del Bund sopravvissuti alla resistenza nel ghetto di Varsavia o - i più giovani - dell'ala sinistra di Solidarnosc, era sbarcato a Gerico. Avevano attaccato il carcere dov'era rinchiuso (dai collaborazionisti di Abu Mazen) Ahmed Saadat, segretario del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina, e in pochi giorni, fra la folla festante, avevano instaurato la repubblica socialista laica di Palestina-Israele. I religiosi di ogni religione locale vennero lasciati liberi, ma furono costretti a trovarsi un lavoro. Pagliara, della Rai, fu inviato nel Neghev a pulire con la lingua le testate atomiche israeliane in dismissione.

La notte del 1° maggio, giornata internazionale dei lavoratori, nella Casa per Anziani "Gaetano Bresci" di Pordenone le Oss e le Infermiere Professionali sono tutte riunite davanti ai computers. Ci sono anche gli addetti alle pulizie di una Cooperativa sociale di inserimento lavorativo, che hanno installato nuove postazioni dovunque. Alcuni anziani ospiti coordinano il lavoro, dopo aver tirato fuori dalle loro polverose cartelle bisunte le carte salvate dall'usura del tempo. Impietosi, scovano ogni posizione retributiva delle masse di burocrati che hanno preso in mano partiti e partitini, sindacati e società un tempo cooperative, amministrazioni locali e lo stato. E, inesorabilmente, li licenziano o - nei casi più lievi - diminuiscono i loro redditi al livello di quelli operai. I dirigenti dei partitini di sinistra no: vengono ristrutturati, e sostituiti da un consiglio operaio di immigrati nepalesi, che spiegano ai superstiti iscritti come cavolo si fa a fare politica.

Forse tutto questo succederà nel 2009, forse più probabilmente no. Ma la notte dell'Epifania, come al solito attendendo il nostro ritorno, Diderot dal lungo pelo si è accucciava su "La freccia azzurra" di Gianni Rodari, rivivendo di nuovo quella piccola rivoluzione scatenata dai giocattoli, contro la Befana serva dei padroni! "Noi siam della natura di cui son fatti i sogni" (William Shakespeare).

Gigi Bettoli, Spilimbergo